Pola Demianiuk, i nuovi modi di fare moda.

Il mondo della moda è sicuramente legato alla continua innovazione; chiunque faccia parte di questo mondo sa che per stare al passo coi tempi è necessario reinventarsi continuamente e studiare sempre qualcosa di nuovo per il proprio brand. C’è qualcuno che con questo mood ha portato in ribalta qualcosa di anticonvenzionale e innovativo.

L’unione di moda, tecnologia e biomateriali, è ciò che ha creato Pola Demianiuk.

I suoi capi sono fuori dal comune, robotici, ci potete credere?

L’artista polacca, laureata alla Swedish School of Textiles, ringrazia anche l’influenza ingegneristica del padre, il quale le ha sempre suggerito di risolvere i problemi che le si ponevano davanti, tramite soluzioni anticonvenzionali.

Ha sviluppato nuove tecniche di fare moda con l’utilizzo di tessuti elastici, fili, aria, ma soprattutto, robotica.

Mostrando interesse nei confronti dell’ingegneria dei tessuti, notò un gran potenziale nei biomateriali. I suoi capi fai-da-te, sono frutto di una ricerca effettuata studiando strutture, movimenti, metodi di fabbricazione e ridimensionamento.

I suoi lavori variano da tecnologia e tessuti intelligenti, a indumenti cinetici che non hanno alcuna qualità funzionale, ma sono visivamente attraenti. Possiamo notare che viene utilizzato il principio di soft-robotica e come siano gli abiti a muoversi adattandosi ai nostri corpi e non il contrario, senza alcun intervento da parte dall’essere umano. Ciò porta alla nascita di un nuovo tipo di rapporto, tra la forma dei nostri corpi e l’abbigliamento, cambiando completamente l’approccio nei confronti di condizioni quali disabilità, gravidanza o anzianità.

Pola vuole orientarci verso un Fashion Design in cui rivitalizziamo il modo in cui consumiamo e rigeneriamo un rapporto con il mondo che ci circonda.

L’aspetto funzionale dei capi non è un concetto nuovo, lei stessa riconosce che Hussain Chalayan lo fece decenni fa. Ricordiamo la sua collezione AW13 Chalayan collection, in cui vennero presi dettagli di prodotti per la casa come fodere per divani, tappezzerie, confusi con capi.

Abiti e Top composti da strati leggeri di conchiglie fluttuanti, che sembrano quasi spiccare il volo senza mai andarsene del tutto. Indumenti che sembra stiano sul punto di aprirsi e produrre nuove incarnazioni di sé stessi rappresentando un’anticipazione del cambiamento, ma rimanendo fermi nel tempo.

Pola invece si è chiesta come l’umanità potesse trarre vantaggio dall’applicazione di attuatori morbidi al contesto dell’indumento, sebbene fosse una tecnologia fino a poco tempo fa esplorata principalmente in campo medico e terapeutico.

Il suo progetto ha quindi l’obbiettivo di porre rimedio allo status quo, che impone ai capi di avere una forma statica e nel frattempo al corpo di adattarsi come agente attivo nel processo di vestizione.

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